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martedì 27 gennaio 2015

Processo per l'omicidio di Eufemia Biviano. In Corte d'appello rinvio al 12 febbraio. Ma ci potrebbe essere un "colpo di scena"... si potrebbe tornare al primo grado.


E' sbarcato oggi in Corte d'Appello a Messina il processo per l'omicidio di Eufemia Biviano, la donna uccisa la vigilia di Natale del 2011 a Quattropani. 

In Corte d'appello quest'oggi è arrivato un rinvio al 12 febbraio ma si potrebbe tornare, se dovessero essere accolte le tesi della difesa di Roberto Cannistrà, formata dagli avvocati Gaetano Orto e Luca Frontino, al primo grado. In poche parole bisognerebbe ricominciare il processo daccapo. 
Questo perchè - come evidenziato da Orto e Frontino - Cannistrà, imputato per omicidio volontario, è stato, invece, condannato, in primo grado, il 10 gennaio del 2014, a 30 anni, per concorso morale e volontario in omicidio. Non vi sarebbe in pratica una correlazione tra il richiesto e il giudicato. Ovvero, Cannistrà è andato a processo per omicidio volontario ma è stato condannato per concorso morale con persona non identificata. Questo avrebbe impedito ai suoi legali una idonea strategia difensiva 
Come si ricorderà i giudici di primo grado - esaminando quanto prodotto dal consulente della difesa, gen. Luciano Garofano e dagli avvocati Frontino e Orto - nelle motivazioni della sentenza ebbero a scrivere che " Cannistrà ha contribuito attivamente alla consumazione non solo della rapina ma anche dell’omicidio volontario. Il complice, invece, ha attinto la donna fronteggiandola ed inferendole ben nove coltellate, delle quali sette all’altezza del collo dall’alto verso il basso e due all’addome dal basso verso l’alto, con sequenza molto ravvicinata”. 
Complice, ricordiamolo, che resta ancora "uccello di bosco"

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